Laboratorio internazionale – Belgrado

Ci sono più di 2,5 milioni di lavoratori distaccati e circa 1,4 milioni di lavoratori transfrontalieri.
Questi numeri continuano a crescere anno dopo anno. Tra i distaccati ci sono sia i lavoratori non-
qualificati che gli esperti specialisti di alta qualità. Vista la domanda crescente di lavoro, questo tipo
di impiego offre l’accesso temporaneo ai servizi nei paesi ospitanti, ma può anche creare le
opportunità per abusi, lavoro non-pagato, concorrenza sleale, nonché evasione fiscale e violazione
di politica fiscale. In ogni caso, il distacco incide sulle condizioni di lavoro e sulla posizione di
lavoratori.
Siamo stati aggiornati sulla situazione durante il laboratorio internazionale ‘Protect our Workers’
tenutosi a Belgrado il 5 e il 6 marzo nel quadro del progetto Facilitare la cooperazione
amministrativa transnazionale e migliorare l’accesso all’informazione e alla consulenza per i
lavoratori distaccati. Durante la riunione, frequentata dai rappresentanti di sindacati: OPZZ
(Polonia), Cartel Alfa (Romania), ZSSS (Slovenia), GWU (Malta), CGIL (Italia), LPSK (Lettonia),
CATUS (Serbia) e i rappresentanti di SITECO (Spagna) abbiamo concluso che la recentemente
rivista direttiva 957/2018 (che promuove il principio di retribuzione equa per lavoro equo), anche se
incoraggiante, è solo il primo passo verso la direzione giusta e non è sufficiente per risolvere i
problemi numerosi. Allo stesso tempo, però, la legge rafforza l’attività positiva e fruttuosa dei
sindacati e delle aziende.
Il dibattito politico ed economico si concentra correntemente quasi esclusivamente sui rischi di
‘dumping sociale’, le frodi sociali transfrontaliere e il dislocamento di posti di lavoro. Il dibattito è
fortemente fissato sui lavoratori distaccati non-qualificati che migrano da paesi dove gli stipendi
sono bassi agli stati membri con stipendi alti. Questa visione molto stretta ha marginalizzato
l’utilizzo del distacco influenzando l’atteggiamento dell’opinione pubblica e le politiche sia
nazionali che europee.   I benefici potenziali dal distacco per gli stati membri d’origine e gli stati
membri ospitanti non sono citati quasi mai. 
Vista la mancanza delle statistiche, dobbiamo basarci sui fatti come le analisi dettagliate dei costi e
dei benefici del distacco nell’Ue e una panoramica dei ‘vincitori’ e ‘perdenti’ potenziali. I lavoratori
distaccati, i sindacati e le istituzioni dedicate a seguire questi problemi non siano adeguatamente
informati. Lo possiamo vedere guardando i risultati preliminari della ricerca condotta nel quadro del
progetto in cui hanno partecipato 250 rispondenti da 8 paesi partner.
Per raggiungere ‘la tripla vittoria’ (i benefici per gli Stati Membri ospitanti, gli Stati Membri e gli
stati candidati d’origine, ma anche i lavoratori distaccati stessi), i lavoratori distaccati, i sindacati e
le istituzioni competenti hanno bisogno di più informazioni. E’ necessario che esse promuovano
buone prassi nella cooperazione transnazionale e il dialogo sociale al livello nazionale ed europeo.
E’ anche necessaria la cooperazione tra gli organi d’ispezione responsabili del controllo e dello
scambio d’informazione concernente le violazioni di legge.
I partecipanti raccomandano: l’aumento della copertura mediatica, miglioramento di quantità e di
qualità d’informazione per l’opinione pubblica utilizzando i social media, la promozione dei
rapporti bilaterali e il ruolo dei sindacati nella tutela di interessi di lavoratori.

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